“Italia: fascino e mito. Dal Cinquecento al contemporaneo”
Dal 23 Aprile 2015 al 06 Settembre 2015 Secondo piano nobile

Martedì-domenica, ore 10-19.
Venerdì, ore 10-22.

Una mostra promossa da
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici ed Etnoantropologici di Milano

Con il sostegno di
Regione Lombardia

Una produzione
Consorzio Villa Reale e Parco di Monza
Skira editore
Cultura Domani

Mostra e catalogo a cura di
Sandrina Bandera, Caterina Bon Valsassina, Matteo Ceriana, Emanuela Daffra,
Ada Masoero, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti, Nicola Spinosa

Comitato scientifico
Caterina Bon Valsassina (Presidente)
Sandrina Bandera (Commissario)
Cristina Acidini, Matteo Ceriana, Emanuela Daffra, Mario Lolli Ghetti, Johann Kräftner, Maria Vittoria Marini Clarelli, Ada Masoero, Fernando Mazzocca,
Alessandro Morandotti, Mariolina Olivari, Daniela Porro, Pierre Rosenberg,
Nicola Spinosa, Fabrizio Vona
Paola Strada (segreteria scientifica)
Valentina Romano e Rosa Fasan (segreteria organizzativa)

Comitato organizzativo
Giulio Properzi (Presidente)
Caterina Bon Valsassina e Sandrina Bandera (MiBACT)
Sabrina Sammuri, Giuseppe Costa, Anna Anelli (Regione Lombardia)
Lorenzo Lamperti (Consorzio Villa Reale e Parco di Monza)
Attilio Maria Navarra e Alberto Rossetti (Cultura Domani)
Massimo Vitta Zelman e Nicolò Sponzilli (Skira editore)

Per almeno tre secoli, dall’inizio del Seicento a tutto l’Ottocento, l’Italia è stata la meta privilegiata degli aristocratici e degli uomini di cultura di tutta Europa e nel XIX secolo anche del Nuovo Mondo, in quanto il viaggio in Italia – il famoso Grand Tour – costituiva una tappa ineludibile del processo di formazione delle classi dirigenti europee. Ad attirare erano non solo i monumenti e le opere d’arte, ma anche lo splendore del paesaggio mediterraneo e la dolcezza del clima, le feste e le cerimonie religiose, la pittoresca umanità della popolazione e la ricca varietà delle tradizioni popolari, non meno della bellezza delle donne che evocava quella delle divinità antiche o delle Madonne dipinte dai grandi maestri come Raffaello. Si creò così il mito dell’Italia, depositato nell’immaginario collettivo dell’Europa colta.

Ma almeno dal secolo precedente, già dal 1520, data della morte di Raffaello, l’arte italiana, che a sua volta si era riferita all’esempio dell’antichità classica, cominciò a essere presa a modello dagli stranieri. Questo gusto, codificato sotto l’insegna del “bello ideale”, avrà diverse manifestazioni lungo il corso dei secoli nella storia della pittura, della scultura, delle arti decorative e dell’architettura internazionali.

In occasione di Expo 2015, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il sostegno di Regione Lombardia, ha voluto realizzare la grande mostra Italia: Fascino e mito. Dal Cinquecento al contemporaneo che aprirà il 23 aprile alla Villa Reale di Monza, prodotta da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Skira editore e Cultura Domani.

Si tratta senza dubbio di un progetto ambizioso e affascinante, che permetterà ai visitatori, italiani e stranieri, di comprendere come il nostro Paese sia stato vissuto e interpretato nell’epoca moderna dai più importanti artisti stranieri, che ne hanno fatto uno dei soggetti preferiti e una delle più ricche fonti di ispirazione.
Il progetto scientifico della mostra è stato elaborato a cura della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Milano, che hanno raccolto attorno a questo tema un Comitato scientifico composto dai principali studiosi in ciascuno degli ambiti cronologici di riferimento.

La mostra rievoca la fascinazione esercitata sui grandi artisti stranieri dai nostri monumenti, dai nostri paesaggi e dalle nostre tradizioni attraverso una serie di opere esemplari, tra le quali capolavori di pittura, scultura e fotografia, concessi in prestito dalle maggiori istituzioni museali italiane e internazionali.

Viene inoltre evidenziato il ruolo dell’Italia quale “maestra delle arti”, grazie a dipinti e sculture di protagonisti stranieri come Lucas Cranach e Anton Van Dyck, Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Rubens, Gaspar Van Wittel, Angelika Kauffmann, Johann Zoffany e Anton Raphael Mengs, Joshua Reynolds, Ingres e Thorvaldsen, Jean-Louis Gérome, e di maestri italiani assunti a modello, come Botticelli, Correggio, Michelangelo, Tiziano, Pompeo Batoni e Canova.
Il percorso si conclude con la ricca sezione che dal XIX secolo giunge alla contemporaneità, con opere di artisti del calibro di Auguste Rodin, André Derain, Fernand Léger, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Henry Moore, Andy Warhol, Yves Klein, Christo, Anselm Kiefer, Marina Abramović e altri, che hanno ripreso il dialogo con l’Italia, i suoi paesaggi, la sua arte.

La mostra si avvale della collaborazione di circa settanta enti prestatori, fra pubblici e privati, trenta quelli stranieri e quaranta italiani per un corpus di circa 120 opere provenienti da Italia, Europa e America.

Tra i prestatori, le Collezioni del Principe del Liechtenstein, che partecipa con ben venti opere fra sculture e dipinti, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Louvre, il Musée d’Orsay, l’Orangérie, il Centre Pompidou e il Musée Picasso di Parigi, il Musée des Beaux-Arts di Lione e il Musée Ingres di Montauban, il Prado di Madrid e la Fondazione Dalì di Figueres, il National Trust of Scotland di Edimburgo, la National Portrait Gallery di Londra, il Bayerisches Nationalmuseum di Monaco, il Museo di Dublino, il Museo di Budapest, la Galleria Borghese e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo Nazionale di Capodimonte e il Museo Archeologico di Napoli.

Ad accogliere ed esaltare i prestiti sarà la splendida cornice della neoclassica Villa Reale di Monza, oggi completamente riaperta al pubblico nel corpo centrale dopo lunghi e complessi restauri che ne hanno restituito l’aspetto originale. Immersa nel grande parco, che ne costituisce parte integrante, oltre al circuito degli appartamenti reali, la villa comprende nuovi spazi espositivi, integrati agli ambienti originari del secondo piano nobile ed è dotata di nuove strutture dedicate all’accoglienza e alla ristorazione. Rappresenta dunque uno straordinario centro espositivo di livello internazionale, tanto da aver previsto di destinare l’intero complesso monumentale a finalità culturali e di alta rappresentanza istituzionale, in vista delle manifestazioni connesse a Expo 2015.

La sequenza di grandi capolavori unisce il profondo rigore scientifico del progetto con un’altissima spettacolarità, per offrire una mostra comprensibile e godibile dal pubblico più vasto, italiano e internazionale, che verrà toccato da una vera e propria “sindrome di Stendhal”.

Nel periodo eccezionale di Expo 2015, in cui tutta l’Italia, e non solo Milano – destinata a essere la vetrina delle eccellenze nazionali –, sarà sotto gli occhi del mondo intero, questa rassegna intende essere anche simbolicamente un contributo importante per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, con un linguaggio espositivo rigoroso ma di immediata comprensione, che ricordi il ruolo primario della nazione, volto alla costruzione di un’identità culturale comune all’Occidente.

Le sezioni della mostra

I. Il Cinquecento

I.1 – Introduzione
I.2 – L’anticoe la lezione dei grandi maestri

II. Il mito dell’Italia nell’Europa del Seicento e del Settecento

II.1 – La continuità dell’antico
II.2 – Il colore dei modelli italiani: la fortuna di Tiziano e dei maestri veneti del Cinquecento
II.3 – Pittori “che vanno e vengono e non li si può dar regola”: la scoperta della vita quotidiana nella nuova pittura dei caravaggeschi
II.4 – Il colore delle piazze e del popolo: folclore e vita nelle strade d’Italia
II.5 – Il colore del cielo e degli intonaci: la scoperta del paesaggio italiano tra indagini naturali e vedute cittadine
II.6 – “Un popolo di statue e di prelati”

III. Dal Neoclassicismo al Simbolismo

III.1 – Artisti, viaggiatori e collezionisti nei bagliori del Vesuvio
III.2 – L’immagine dell’Italia tra allegorie e panorami
III.3 – Passione e nostalgia dell’antico. Il culto dei classici tra il sublime di Michelangelo e la bellezza ideale di Raffaello
III.4 – La “grazia” di Correggio tra Canova e Prud’hon
III.5 – Il fascino della religione cattolica e la bellezza senza tempo della scultura. Canova e Thorvaldsen
III.6 – La nobiltà e la bellezza del popolo italiano

IV. L’ultimo Ottocento, il Novecento e il Duemila

IV.1 – La seduzione di Michelangelo, da Rodin a Rothko
IV.2 – Il fascino della classicità e della grande arte italiana, da Picasso a Rauschenberg
IV.3 – L’immagine dell’Italia e il “nuovo Grand Tour”