Serrone della Villa Reale di Monza

IL SERRONE

Progettato e costruito contemporaneamente alla Rotonda, nel 1790, da Piermarini, è collocato nella parte meridionale sinistra dell’ala laterale vicino ai rustici, dal lato delle cucine.
Misura 100 metri di lunghezza per 6 di larghezza e 7 di altezza fino alle travi orizzontali delle capriate, e prende luce dalla parte orientale attraverso 26 finestroni arcuati e da un portone arcuato attraverso il quale si accede al roseto.
Il corpo di fabbrica, in cotto intonacato, era definito orangerie, citroneria, cedraja, agrumeria, serra di agrumi, limonaia, serrone, e conteneva piante esotiche e rare. Il tetto ha un’unica falda con spiovente verso i giardini reali e poggia su una serie di capriate in legno a vista. L’originario pavimento in selciato è stato sostituito con il cotto naturale.
Il Serrone è collegato con la Rotonda attraverso un portone; all’epoca della sua costruzione Piermarini affrontò il problema realizzando dei meccanismi di ingegneria meccanica, attraverso i quali faceva scomparire le porte e azionava i giochi d’acqua predisposti all’interno e all’esterno dell’edificio: una volontà esplicita dell’Arciduca, che amava molto stupire i suoi ospiti.
Dal 1985 la struttura è stata restaurata per divenire sede museale di rassegne e mostre inerenti l’arte moderna e contemporanea.

IL ROSETO

Il roseto della Villa Reale di Monza nasce nel 1964 per volontà di Niso Fumagalli, industriale e presidente della Candy, che l’anno precedente aveva fondato l’Associazione Italiana della Rosa. Nei numerosi viaggi compiuti per motivi di lavoro, il suo gusto di esteta era stato colpito dai grandi roseti di Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra, nei quali le associazioni nazionali della rosa tenevano concorsi annuali. L’Italia, dove natura e arte erano fuse da secoli, era illustre assente da questo mondo. Il progetto portò la firma di due noti professionisti: l’architetto Francesco Clerici e l’architetto Vittorio Faglia, i quali diedero vita a un ambiente armonioso e funzionale. Il roseto, col suo terreno leggermente ondulato, il laghetto, i percorsi ben studiati per il pubblico, ha il pregio di inserirsi abilmente nel contesto circostante. A lavori ancora in corso furono già banditi i primi concorsi per eleggere la rosa profumata, la rosa dell’anno, la più bella rosa italiana. Il primo ebbe luogo nel 1965, eccezionalmente nel mese di settembre: da allora i concorsi si svolgono ogni anno a maggio. L’inaugurazione ufficiale avvenne nel 1970. Fino a oggi sono state presentate circa 4.000 nuove varietà, create da rosaisti di tutto il mondo, giudicate dai tecnici internazionali più quotati, ma anche da poeti, scrittori, artisti, scienziati, giornalisti, personalità nel campo della moda, del teatro, del cinema e della televisione. Il roseto è aperto gratuitamente tutto l’anno nei giorni feriali, mentre durante le stagioni di fioritura è aperto anche il sabato e la domenica.

Credits: www.airosa.it

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